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Stalking consigli per riconoscere i casi e difendersi

Recenti studi dimostrano che le donne sono maggiormente vittime di stalking  ad opera di un ex-partner piuttosto che da estranei.

Frequentemente, le persone che subiscono molestie assillanti sono donne con un’età compresa tra i 18 e i 24 anni. Altri tipi di persecuzioni, ad esempio legate al risentimento o alla paura di perdere la relazione che nasce dall’essere respinti, sono rivolte principalmente a donne tra i 35 e i 44 anni.

Nei Stati Uniti si calcola che 1 donna su 12 sarà vittima di stalking nella sua vita, mentre, per gli uomini, si calcola che la proporzione sia di 1 su 45. Los Angeles sembra detenere il poco piacevole primato di capitale mondiale dello stalking dove ad essere coinvolte non sono solo le celebrità di Hollywood, ma anche la gente comune.

Indubbiamente, lo stalking è divenuto una forma di criminalità in rapida crescita.

Lo stalking spesso inizia da un rifiuto. Il rifiuto genera una forma di rabbia che spinge lo stalker (il soggetto che pratica lo stalking, il “persecutore”) a vendicarsi attraverso un modello comportamentale abbastanza prevedibile ma estremamente insidioso. Lo stalker, di solito un solitario con problemi di adattamento sociale, incorre in una forma di ossessione per la sua vittima e avvia una forma di invasione nella vita di quest’ultima, attraverso un bombardamento per mezzo di messaggi, e-mail, regali ed altre forme che degenerano rapidamente in abusi. Lo stalking può durare per anni e l’intensità dell’abuso può aumentare nel tempo. L’abuso, inizialmente rispondente a violenza psicologica, spesso si aggrava e culmina nella violenza fisica con casi estremi (non rari, soprattutto a spese delle donne) di omicidio.

In risposta alla crescente incidenza di stalking, il governo italiano con il decreto legge numero 11 del 23 febbraio 2009 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2009), introduce nel codice penale l’articolo 612-bis. L’articolo intitolato Atti persecutori, al comma 1 stabilisce che chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Ovviamente la pena può variare ed aumentare in relazione alla gravità dell’atto.
Dal momento dell’introduzione del reato, in Italia, in soli venti giorni, sono stati denunciati quaranta casi (circa due al giorno), su tutto il territorio nazionale.

In letteratura, si riconoscono cinque tipologie di stalker (A study of stalkers. In American Journal of Psychiatry, 156, 1244-1249, Mullen et al., 1999):

  • risentito: questo stalker opera per vendetta. Il suo comportamento è finalizzato all’azione vendicativa per un danno od un torto che egli ritiene di aver subito. Trattasi di una forma di stalking particolarmente pericolosa che può essere diretta a persone famose, ex-partner, ma anche ad organizzazioni, società, ecc.;
  • bisognoso di affetto: questo stalker riconosce nella vittima la/il compagna/o ideale. Lo stalking può riguardare l’amicizia o l’amore. Il bisogno di affetto viene idealizzato e si ritiene possa essere soddisfatto solo attraverso il coinvolgimento della vittima individuata. Il rifiuto viene rielaborato come una condizione temporanea (psicologica o dovuta a bisogni concreti) che la vittima ha bisogno di superare (o che deve essere aiutata a superare), le reazioni reali della vittima sono sostituite con la relazione immaginaria a cui si ambisce.
    Questa forma di stalking può includere il cosiddetto delirio erotomane consistente nell’erotizzazione del bisogno di affetto. Lo stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a cui lei/lui (la vittima) resiste;
  • incompetente: questa forma di stalking nasce dall’incompetenza (di chi la pratica) nel costruire una relazione. Il tentativo di costruire una relazione si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, in assenza dei risultati sperati, in atteggiamenti aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore generalmente desiste nel tempo, individua un’altra persona da molestare e ripropone gli stessi comportamenti;
  • respinto: il molestatore agisce in modo assillante e duraturo nel tempo. Il suo comportamento nasce dalla cessazione di un rapporto o da un rifiuto. L’evento scatena angosce legate all’abbandono e che creano una tendenza interiore a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé. Alla cessazione totale del rapporto è preferito, sebbene in condizioni anomale, il perdurare di una situazione di abuso che rappresenta comunque una forma di relazione;
  • predatore: è un molestatore che trae piacere dalla persecuzione. Lo stalker ambisce ad avere rapporti sessuali con la vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. Questa forma di abuso può trovare la sua genesi in disturbi della sfera sessuale (pedofilia, feticismo).

Lo staking su Internet
Internet può offrire nuove opportunità per agire con minacce ed intimidazioni, da qui il termine cyber-stalking. Il cyber-stalker può, dalla sua casa, o sfruttando l’anonimato di un ambiente di ufficio, rintracciare, monitorare e scoprire i dati personali delle vittime, tra cui indirizzo, numero di telefono, o più pericolosamente, i dati di altri familiari. Attraverso le modalità di interazione con Internet, lo stalker può facilmente nascondere atteggiamenti aggressivi e proporsi per la costruzione di una relazione apparentemente normale.

Gli atteggiamenti a cui fare attenzione:

  • ambisce a trascorre tutto il tempo assieme, pretendendo un aggiornamento puntuale di ogni vostra azione o spostamento;
  • non accetta i vostri “no”;
  • vi isola da amici e familiari;
  • di frequente, invia regali indesiderati e non richiesti;
  • si propone con offerte di aiuto non richieste;
  • dolcezza eccessiva nelle fasi iniziali del rapporto;
  • sfrutta i sensi di colpa per manipolarvi;
  • manifesta estrema gelosia;
  • intemperante, di frequente;
  • abusa di alcool e droghe;
  • vi segue continuamente;
  • vi minaccia;
  • pratica abusi fisici e psicologici;
  • danneggia o distrugge la vostra proprietà;
  • mostra un eccessivo interessamento per forme di violenza ed atteggiamenti violenti;
  • spaventa i vostri parenti e amici.

Come proteggersi:

  • comprendere la propia condizione, riconoscendo lo stato di abuso a cui si è sottoposti. Fingere che il problema non esiste, può esporre a rischi maggiori. Prendendo coscienza del problema, potrete iniziare ad informarvi, a premunirvi e ad evitare potenziali situazioni di rischio;
  • se la molestia inizia con una richiesta esplicita, rispondere in modo convinto e definitivo con un “no”. Non improvvisare spiegazioni o interpretazione di carattere psicologico a titolo giustificativo. Determinati atteggiamenti collaterali, incluse telefonate di rabbia, restituzione di regali, risposte a lettere, potrebbero essere interpretate come forme di indecisione e, quindi, potrebbero rafforzare un atteggiamento insistente;
  • assumere comportamenti prudenti, non routinari e prevedibili. Muoversi in luoghi non isolati. L’adozione di un cane da guardia può rilevarsi una valida contromisura ed accrescere la vostra sensazione di sicurezza;
  • in caso di molestie telefoniche non cambiare numero. Generalmente, il cambiamento potrebbe rafforzare il senso di potere dello stalker. Eventualmente, azzerate la suoneria e munitevi di un’altra linea, evitando di rispondere sulla prima;
  • agite con prudenza raccogliendo dati che potete sottoporre all’attenzione delle forze dell’ordine. Non cedete alla rabbia o alla paura. Non minacciate il ricorso alla forze dell’ordine;
  • tenete sempre a portata di mano un cellulare, per le emergenze;
  • quando possibile, se si teme di essere pedinati, evitare di andare di corsa o a casa di un amico/a, ma recatevi al comando delle forze dell’ordine più prossimo.

Le azioni dello stalker possono provocare nella vittima, in base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate, stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di disturbo post traumatico da stress.

In questo contesto, la recente disposizione di legge è certamente uno strumento essenziale per aiutare le vittime di stalking. Ulteriori risorse su Web che potete consultare: http://www.stalking.it/.



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