RECENSIONI

RECENSIONI - il gruppo etico
Recensioni di alcuni testi dei consigliati per un approccio ragionato sul disagio lavorativo, il mobbing ... ed altro.





Alessandro  Del Debbio – Enrico Di Fiorino – Maria Fontana
Mobbing, Hazing, Stalking, Bullismo
Psichiatria e Territorio, Forte de Marmi (Lu), 2009. 


   Il testo intende rappresentare una guida pratica per chi è interessato ai fenomeni del mobbing, dell’hazing, dello stalking e del bullismo. Tutti fenomeni “nuovi” con caratteristiche diverse, ognuno circoscritto in un ambito storico a sé stante, ma tutti riconducibili alla tematica del “conflitto personale e sociale”.

   Vi è conflitto personale e sociale allorché una persona o un gruppo avanza pretese di segno negativo nei confronti di altre persone o gruppi che, qualora venissero soddisfatte, danneggerebbero l’interesse altrui cioè l’altrui probabilità di raggiungere una situazione desiderabile.

   Le pretese di segno negativo implicano tanto minacce quanto attacchi veri e propri. Quando esse comportano una diretta presa di possesso, oppure un danno alle persone, gli osservatori utilizzano il termine “violenza”.

   Ora, come si sa, esistono vari modi di manifestare la violenza “aggressiva” che si presenta essenzialmente atroce e crudele per le “conseguenze che può provocare in termini psicopatologici”. Mobbing, hazing, stalking e bullismo sono espressione di malesseri interiori e disagi personali che gli autori, di rinomata esperienza nell’ambito psichiatrico e in quello psicologico e psicopatologico, hanno senz’altro razionalizzato e sintetizzato in questo volume, utile a genitori, educatori, assistenti sociali ed a chi intende conoscere questi fenomeni.

   Dopo un’esaustiva introduzione, si va a definire le quattro modalità “altamente disfunzionali”, affidandosi ad un linguaggio tecnico ma non tecnicistico, inquadrandone sotto forma di sinossi le caratteristiche, la storia e la diagnosi.

   Un capitolo è dedicato ai profili giuridici dei quattro fenomeni sociali e, infine, tracciano e propongono alcuni quadri clinici, la valutazione psicometrica e il trattamento, dove per quadro clinico si intende quello psicopatologico che comprende i vari disturbi (adattamento, post – traumatico da stress, acuto da stress, umore). Poi sono riportati alcuni test esemplificativi, utilizzati per “verificare e valutare la presenza di disturbi”…. In conclusione, gli autori accennano a forme di trattamento di tipo farmacologico e di tipo psicoterapeutico con orientamenti cognitivo – comportamentale e dinamico. (Dr. Sergio Naso)
   
 
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Gabriele Giorgi ― Vincenzo Majer
Mobbing: virus organizzativo
Giunti O.S. Organizzazioni Speciali, Firenze, 2009.

   Le tematiche inerenti la problematica del mobbing, che è di crescente interesse per le implicazioni psicologiche, psichiatriche, sociali e giuridiche, vogliono un approfondito inquadramento multidisciplinare, pur dovendo mantenere un fondamento unico e coerente, che consenta una specifica denominazione categoriale.
  
   Finalmente un testo completo con approfondimenti storici e tecnici. In effetti si parte dalle radici del mobbing, fino alla sua definizione scientifica, ci si approccia poi allo studio del fenomeno da prospettive diverse, sviluppando modelli tipologici sia dal punto di vista organizzativo, sia per quanto concerne gli attori del mobbing.
  
   La ricerca e lo studio si espandono grazie a strumenti e metodologie che vengono fissati trattando la spiegazione del problema e la diffusione del mobbing i cui effetti sono molteplici (sulla persona, sugli osservatori, sull'organizzazione, ecc.). Infine gli autori si interrogano sul cosa fare per prevenire e contrastare il mobbing.
 
   Bibliografia mirata e puntuale.

   Passaggi chiave: l'esperienza degli autori mette in luce come nel nostro paese esistano scenari inquietanti e degradanti, soprattutto per il fatto che il fenomeno del mobbing, nonostante la consuetudine con la quale viene esercitato, risulta spesso ampiamente occultato e sommerso, sia per i timori delle vittime di essere oggetto di ulteriori vessazioni, sia per l'ipocrisia e la complicità dei colleghi.

   I dati riportati nel presente testo andrebbero interpretati alla luce del fatto che è più facile individuare nuovi casi nei paesi in cui è maturata una maggior coscienza di questa problematica ed il lavoratore è più consapevole della necessità di tutelare i propri diritti.

   La scarsa incidenza di mobbing in Italia potrebbe suggerire, quindi, non tanto una minore frequenza di casi, quanto una maggiore difficoltà nell'individuare il fenomeno, che non è stato analizzato in profondità come in altri Stati europei.

   I criteri di sistematicità, frequenza e durata rivestono un ruolo fondamentale per definire un ruolo fondamentale per definire il mobbing e distinguerlo da una situazione di semplice conflitto, a volte funzionale, in ambito lavorativo.

   Si definisce "mobber" la persona che attua il mobbing ai danni di qualcuno "il mobizzato": può essere un superiore della vittima (mobbing verticale) oppure un collega di pari grado (mobbing orizzontale). Il termine "side mobber" si riferisce invece allo spettatore dell'azione che si svolge sotto i suoi occhi, a volte grazie anche alla sua complicità.

   L'azione aggressiva e vessatoria da parte del mobber si realizza attraverso diverse fasi che scopriremo leggendo questo testo. (Dr. Sergio Naso)


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Giuseppe DeFalco - Agostino Messineo - Silvia Vescuso
Stress da lavoro e mobbing
EPC Libri, Roma 2008
 
   Lo stress da lavoro aumenta sempre più, e questo è un dato imprescindibile. Il fenomeno è stato scoperto osservando i comportamenti dei lavoratori... Alcuni di loro presentavano eruzioni cutanee e dolori al capo ed allo stomaco ed altre sintomatologie tipiche e connesse al tipo di servizio...
Le intemperanze sono oramai all'ordine del giorno e colpiscono i più deboli dal punto di vista neurologico.

   Con una premessa chiara ed esaustiva che va ad orientare il lettore nel labirinto dei gangli neuro patologici, è d'uopo annoverare oltre lo stress e i fattori di rischio psicologico, il mobbing che discende dall'esaurimento psicofisico del lavoratore sia nei rapporti orizzontali che verticali. Si parte con le definizioni di stress a cui è devoluto un intero capitolo e di mobbing, dall'origine del termine all'applicazione di quest'ultimo al contesto lavorativo in cui incontriamo i soggetti del mobbing (cap. 3). Giocoforza una simile trattazione non può non prescindere dall'analisi delle caratteristiche del comportamento mobbizzante, individuando le cause scatenanti del mobbing in ambiente di lavoro e via via fino ad analizzare le possibili soluzioni individuali.

   Il testo al capitolo 5 elenca i modi di rilevazione del mobbing, laddove assume interesse e importanza il questionario dell'I.S.P.E.S.L. (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro). Gli autori a questo punto si tuffano in una speciale vasca dell'ordinamento giuridico vigente dove incrociano gli elementi costitutivi del mobbing sotto il profilo giuridico, intravedendo rapporti con la Costituzione e gli art. 2087 cod. civ. e 2103 cod. civ. che inquadrono giuridicamente il mobbing, anche quello nel pubblico impiego per impattare sulla rilevanza penale del mobbing.

   Ma quest'ultimo non si analizza solo giuridicamente. In verità il capitolo 9 si sofferma sulla normativa regionale del mobbing, sulle direttive ministeriali e sui CC.NN.LL. Quindi si affronta anche dal punto di vista scientifico dissertando delle diagnosi, prevenzioni, idoneità ed invalidità nelle sindromi da disaffezione al lavoro, patologie mobbing che possono essere correlate come malattia professionale e causa di servizio. Alcune ricerche sul mobbing hanno aperto strade giurisprudenziali (appendice A) e legislative.

   Insomma un testo da non perdere se si desidera informarsi sul mobbing da qualsiasi prospettiva, un testo completo e molto esaustivo sul piano dei contenuti, articolati in modo schematico e modulistico.
(Dr. Sergio Naso)
 

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Pierluigi Rausei, Giuseppina Bomba, Claudio Esposito
Mobbing: salute e diritto
Diritto e pratica del Lavoro. Rivista bimestrale. Anno XX. Luglio – Agosto 2009 n. 4. ed. IPSOA


   La rivista esamina alcune questioni relative al mobbing, considerato nella sua dimensione giuridica e, nella fattispecie, in quella sociologica. Gli autori suggeriscono che i tratti essenziali per individuare giuridicamente, ma anche sociologicamente un’azione di mobbing siano, in definitiva, due: da un lato il comportamento del mobber, che può presentarsi nelle forme più diverse, deve essere volontario; dall’altro lato, deve essere reiterato.

   Questi tratti consentono di unificare e sanzionare a stregua di inadempimento contrattuale i comportamenti del mobber, sebbene, singolarmente considerati, essi non presentino i tratti tipici dell’inadempimento contrattuale. Comunque, gli autori sottolineano l’importanza di considerare il mobbing come un problema specifico di organizzazione del lavoro piuttosto che come questione di mero interesse del singolo prestatore di lavoro che subisce vessazioni morali sui luoghi di lavoro.

   Ma qual è il concetto di mobbing, ormai persino abusato: trattasi di comportamenti messi in atto sul posto di lavoro, caratterizzati da una violenza psicologica, spesso molto sottile, che portano all’annientamento della vittima designata. Si sono analizzate le diverse modalità attraverso le quali il fenomeno può estrinsecarsi. Sono stati inquadrati quelli che sono i molteplici effetti incidenti più o meno gravemente della persona che ne è vittima.

   Sono state definite le fasi da seguire e gli strumenti diagnostici da utilizzare al fine di compiere una corretta diagnosi, fondamentale per una precisa valutazione medico – legale. Infine in assenza nel nostro ordinamento giuridico di una legge quadro che disciplini in modo specifico il mobbing, si è proceduto alla disamina della più attuale giurisprudenza al fine di identificare fattispecie giuridiche in grado di tutelare il lavoratore.

(Dr. Sergio Naso)