Home > MOBBING > Mobbing - VADEMECUM 2^ parte

Mobbing - VADEMECUM 2^ parte

ASPETTI GIURIDICI

 

Il legislatore non ha ancora regolato giuridicamente la fattispecie del mobbing ed il termine, anche se entrato nell'uso comune, non compare nel testo di alcuna norma. In assenza di una specifica disciplina, i vari tipi di comportamento lesivo dell'integrità del lavoratore vengono complessivamente ricondotti a casi giuridici già definiti dal legislatore e dalla giurisprudenza. Se da un lato a singoli episodi mobbizzanti, ovvero a singoli comportamenti illeciti, sono applicabili specifici strumenti di tutela che permettono di scoraggiarne o sanzionarne il compimento, dall'altro rimane una zona d'ombra per quei casi di persecuzione psicologica non riconducibili a più chiare fattispecie e/o che non abbiano già prodotto una significativa lesione dell'integrità psicofisica.

Il mobbing, può essere esercitato con varie modalità; le più frequenti sono:

  • lasciare il dipendente completamente inattivo, per un periodo prolungato (almeno sei mesi, secondo giurisprudenza). In questi casi, spesso il lavoratore viene confinato in locali piccoli, mal illuminati, isolati (per ridurre le occasioni di socializzazione ed emarginare) o addirittura malsani;

  • assegnare al dipendente carichi di lavoro spropositati, sollecitarlo di continuo, rimproverarlo aspramente in presenza di altre persone;

  • negare al dipendente gli strumenti di lavoro concessi normalmente agli altri;

  • sottoporre il dipendente a controlli - formalmente legali - con modalità o frequenza inusuale.

Tali azioni e le molte altre indicate nel capitolo precedente, possono generare nel lavoratore disagi, rischi e malattie.

Nell'ambito del rapporto di lavoro, pertanto, possono emergere delle situazioni di rilevenza giuridica che possono essere fonte di almeno quattro tipi di danno a carico del lavoratore:

danno biologico;

danno esistenziale;

danno morale;

danno patrimoniale.

 

Nel panorama della normativa correlata indirettamente all'argomento di cui si tratta, è apparso l'innovativo D. L.vo n. 81/2008 che ha introdotto l’obbligo per le imprese di garantire la sicurezza e la salute - anche psichica - dei lavoratori. Salute e sicurezza vanno intese come “stato di benessere” e non come semplice “assenza di patologie” o “assenza di incidenti”.

La novità di fondo introdotta dalla nuova norma rispetto all’impostazione tradizionale, consiste proprio nell’aver sostituito un’entità positiva (il diritto al benessere) ad una somma di statuizioni negative (non contrarre malattie professionali, non essere esposto ad agenti patogeni, non essere coinvolto in incidenti e simili) ad ognuna delle quali corrispondeva uno specifico obbligo per il datore di lavoro (adottare certe misure di sicurezza e prevenzione).

Tutti i fatti e comportamenti che ledono il diritto al benessere sono posti sullo stesso piano logico; in quest’ottica, lo stress da lavoro è stato equiparato alle malattie professionali ed ai danni provocati da incidenti.

Conseguenza di questa impostazione è che provocare “stress” ad un dipendente può integrare il reato di “lesioni colpose aggravate dall’inosservanza delle norme in materia di sicurezza sul lavoro” (artt.590 e seguenti cod. pen.).

Questo reato, ai sensi del D.L.vo 231/2001, rientra tra quelli produttivi di responsabilità para penale a carico delle persone giuridiche e deve obbligatoriamente essere considerato nel “modello per la prevenzione dei reati” di cui al decreto stesso. Il D.L.vo 81/2008 ribadisce tale obbligo e afferma che, in presenza di danni psichici o fisici correlati allo stress, il datore di lavoro risponde in sede penale. Il lavoratore ed i sindacati hanno diritto a costituirsi parte civile nel processo.

Il citato Decreto Legislativo pare rafforzare l'esistente normativa a favore del lavoratore, ma la sua effettiva portata sarà chiara con l'applicazione delle incombenti modifiche cui è già sottoposto.

Quando il lavoratore viene adibito a mansioni inferiori rispetto a quelle previste dal suo inquadramento contrattuale o quando non viene adibito a nessuna mansione, può emergere la fattispecie del “demansionamento” Nell´ordinamento giuridico italiano il divieto di demansionamento è stabilito dal Legislatore all´art. 2103 del codice civile.

Il lavoratore può procurarsi con relativa facilità le prove della propria inattività (p.es. sollecitando per iscritto l’assegnazione di qualche incarico).

D’altra parte, laddove queste prove mancassero, in applicazione del principio della “vicinanza alla prova”, spetterebbe comunque al datore di lavoro dimostrare l’infondatezza delle asserzioni del dipendente e l'eventuale attribuzione di incarichi adeguati.

In caso di demansionamento il lavoratore avrebbe titolo ad ottenere l’assegnazione di mansioni adeguate e l'indennizzo per la dequalificazione professionale e per l'eventuale danno biologico.

In considerazione della varietà delle situazioni giuridiche che si possono determinare si rinvia alla seguente normativa di riferimento.

 

Normativa di riferimento

Riferimenti normativi di diritto internazionale e comunitario:

  • Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo di New York del 10.12.1948;

  • Convenzione Europea per la Salvaguardia dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali del 4.11.1950;

  • Carta Comunitaria dei diritti fondamentali di Strasburgo del 9.12.1989;

  • Risoluzione del Parlamento Europeo del 20 settembre 2001 n. A5 028312001 "Mobbing sul posto di lavoro".


Nell'ordinamento giuridico italiano, come accennato, pur non vigendo norme specifiche sul mobbing, si rinvengono i seguenti principali riferimenti normativi utili alla tutela:

  1. Costituzione italiana,  artt. 2, 3, 4, 21, 32, 35, 36, 41, 97, 111, 113;

  2.  Codice Penale  artt. 323, 572, 582, 583, 589, 590,594, 595, 610, 612 e 660;

  3. Codice Civile artt. 1175, 1374, 1375, 2043, 2049, 2087 e 2103;

  4. Legge n. 300 del 1970 "Statuto dei Lavoratori";

  5. Legge 17.1.2003, n. 73 concernente "Legge di modernizzazione sociale";

  6. Decreto legislativo n. 81 del 9.4.2008 "Testo Unico sull'igiene e sulla sicurezza del lavoro";

  7.  CCNL 2002 - 2005, relativo al personale dirigente area 1, art. 11;

  8. CCNL  2002 - 2005 del Comparto Ministeri, art. 6;

  9. Codice di Comportamento dei Dipendenti della Pubblica Amministrazione.


Riferimenti normativi di diritto regionale:

  • Abruzzo: legge 11.08.2004 n. 26;

  •  Umbria: legge 28.02.2005 n. 18;

  •  Friuli Venezia Giulia:legge 8.04.2005 n. 7.

Per ulteriori elementi di carattere giuridico si rimanda alla relazione tematica n. 142 del 10/11/2008 della Corte Suprema di Cassazione – Ufficio Massimario del Ruolo – richiamata nella successiva sezione Documentazione.
 

CONSIGLI UTILI DI COMPORTAMENTO 

Tenendo conto di tutte le implicazioni che ne conseguono, nel mobbing è importante la tempestività. Prima si affronta il problema e minori saranno le probabilità che produca dei danni gravi. Per porsi in quest’ottica è però necessario essere in grado di riconoscerlo: da qui l’importanza dell’informazione per acquisire la conoscenza del fenomeno e quindi la consapevolezza di poter intervenire. Una volta messa a fuoco la propria situazione è consigliabile affidarsi a degli specialisti, ognuno nel proprio ambito: medico, psicologico, legale; ma nel frattempo, anziché aspettare passivamente l’evolversi degli eventi, si possono attivare le proprie energie personali attraverso alcuni comportamenti e accorgimenti che qui di seguito vi elenchiamo:

  • Cercate di sottrarvi quanto più possibile al coinvolgimento emotivo: prendendo le distanze dalla situazione non solo si allevia la sofferenza, ma si possono ponderare meglio le risposte. La reazione alle provocazioni che vi arrivano sarà meno istintiva e si ridurrà il rischio di commettere degli errori.

  • Conservate tutti i documenti che possono esservi utili e chiedete copia degli ordini di servizio e dei provvedimenti che vi riguardano direttamente: la prova scritta ha un valore oggettivo e spesso “scoraggia” il proseguimento di un’azione persecutoria.

  • Se accusate problemi di salute assentatevi dal lavoro e fate certificare questa vostra condizione da medici e specialisti di strutture pubbliche: anche queste saranno delle prove oggettive del danno che state subendo. Se il vostro “orgoglio” vi suggerisce di andare ugualmente al lavoro in uno stato di sofferenza non ascoltatelo: la vostra salute è più importante di ogni altra cosa e spesso può essere determinante l’allontanamento dalle fonti del malessere.

  • Esprimete” le vostre problematiche sia verbalmente che per iscritto. Parlatene con qualche persona di fiducia sia all’esterno che all’interno del posto di lavoro per trovare oltre alla comprensione anche qualche possibile alleanza nella vostra battaglia. Tenete un diario che vi aiuti a mettere costantemente a fuoco la situazione e ad alleggerire la mente dalle probabili angosce.

  • Valorizzate la vita privata: evitate il rischio di chiudervi in voi stessi e utilizzate il tempo libero per curare i vostri interessi o scoprirne dei nuovi. E’ importante uscire di casa e cercare la compagnia e la socialità; anche quando si è da soli è comunque utile coltivare un hobby o praticare un’attività fisica idonea a scaricare la rabbia e le tensioni accumulate.

In pratica cercate di compensare le frustrazioni occupando il vostro tempo in qualcosa di gratificante.

  • Conservate sempre la giusta fiducia nei vostri mezzi in tutte le situazioni: sostenete con calma le vostre opinioni e non svalutate il vostro operato; se non difendete con fermezza la vostra professionalità rischiate di vedervi attribuire il ruolo dell’inetto e dell’incompetente. Occorre soprattutto avere grande rispetto per se stessi e pretendere che gli altri ne abbiano altrettanto nei nostri confronti.

In conclusione, immaginate di avere davanti a voi un bicchiere che contiene un liquido amaro e poco gradevole: la prima reazione sarà quella di svuotarlo, ma se qualcuno o qualcosa vi impedisse di rovesciare il bicchiere per eliminare il contenuto vi vedreste costretti a sorseggiare una bevanda disgustosa. Se non volete rassegnarvi ad accettare questa scomoda situazione provate a pensare ad una soluzione alternativa: potreste convogliare nel bicchiere un altro liquido, per esempio un getto d’acqua, che provochi la fuoriuscita di quello preesistente: in questo modo la bevanda sgradevole verrebbe eliminata o quanto meno risulterebbe molto diluita.
 

ELENCO DELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE PER LA PREVENZIONE

E IL TRATTAMENTO DEL MOBBING E DEL DISAGIO PSICOSOCIALE

NEI LUOGHI DI LAVORO

(in corso di aggiornamento)

 

REGIONE / DENOMINAZIONE / Riferimento

 

 

TELEFONO

LAZIO

 

Centro di Prevenzione e Trattamento del Disagio Psicologico nei Luoghi di Lavoro ASL ROMA C

Dipartimento Prevenzione SPRESAL
via San Nemesio, 28 00145 Roma

Dott. Francesco Chicco

06 51003784

Poliambulatori Specialistici Medicina del Lavoro
Ospedale Sant'Andrea

II Facoltà di Medicina e Chirurgia Università La Sapienzavia di Grotta Rossa, 1035 – 00189 Roma -

Prof. Edoardo Monaco

633775266

ASL ROMA D
U.O. di Psicologia del Lavoro
Via Casal Bernocchi, 73 - 00125 Roma
"Centro per la valutazione del danno biologico da patologie mobbing compatibili"

Dott. Enzo Cordaro

0656487738

Policlinico Umberto I
Day Hospital Psichiatrico

viale dell'Università, 30 – 00185 Roma

Prof. Michele Piccione

06 49914469

Policlinico Gemelli 

Medicina del Lavoro
Prof Antonio Bergamaschi

Psichiatria – Psicologia
Dott. Gino Pozzi

 

 06 3503344

 
06 30154455

ABRUZZO

 

Sportello Mobbing
Centro di Osservazione Disagio Lavorativo ASL Pescara

Via R.Paolini, 47 - 65124 Pescara

Dr. Emidio Di Ninni

Dr. Massimiliano Barattucci

085 4253999

CAMPANIA

 

ASL Napoli

Centro di Riferimento Regionale per il Mobbing e il Disadattamento Lavorativo
Via Monte di Dio, 25 - 80100 Napoli

Prof. Claudio Petrella

812547061

Policlinico della II Università di Napoli

Servizio di Medicina del Lavoro

Piazza Miraglia 2,

80138 Napoli

Prof. Massimo Menegozzo

815665140

EMILIA ROMAGNA

 

ASL Bologna – Medicina del Lavoro
Ambulatorio del Disagio Occupazionale
Via Gramsci,12 - 40121 Bologna

Dr. Vito Totire

0516079929
0516079988

LOMBARDIA

 

Università degli Studi di Milano
Clinica del Lavoro Luigi Devoto
Centro Stress e Disadattamento Lavorativo
Via San Barnaba, 8
20122 Milano

Prof. Giovanni Costa

0255032644

PUGLIA

 

ASL Foggia

Dipartimento Prevenzione SPESAL

CentroPrevenzione, Diagnosi, Cura Malattie da Stress e

Disadattamento Lavorativo

P.zza Pavoncelli, 11

Dott. Ottavio Sacco

0881732943

ASL Taranto

Dipartimento di Salute Mentale

Centro per la Prevenzione, Diagnosi e Cura per le Malattie da Stress da Lavoro e Disadattamento Lavorativo

Largo Sant'Agostino

Palazzo Alagni

74100 Taranto

Dott. Marisa Lieti

0997786429

0997786430

SICILIA

 

Dipartimento di Medicina Sociale del Territorio

Sezione Medicina del Lavoro

Policlinico Universitario di Messina

Via Consolare Valeria

98124 Messina

Prof. Concettina Fenga

090 2212052

090 2212068

ASL Trapani - U.O. Psicologia Giuridica - Centro antimobbing -
Cittadella della Salute
Viale della Provincia
91100 Trapani (TP)
Dott. Antonella La Commare

Numero verde

800 88 71 51

 

0923 472257

TOSCANA

 

Az. Ospedaliera Universitaria Pisana

Ambulatorio comune delle Sezioni di Medicina del Lavoro e di Medicina Preventiva del Lavoro

Ambulatorio per lo Studio dei Disturbi da DisadattamentoLavorativo

Via Boschi, 37

Dott. Rodolfo Buselli

050993707

UMBRIA

 

ASL/4 di Terni

Dipartimento Prevenzione - SPSAL

Via Bramante, 37

05100 Terni

Dott. Luciano Sani

0744204907

0744204902

VENETO

 

Centro per l'Analisi dei Rischi e delle Patologie Psico-sociali

di Origine Lavorativa

Ospedale Policlinico G.B. Rossi

Piazzale L.A.Scuro, 10

37134 Verona

0458124295

0458003589

 
 

DOCUMENTAZIONE ESSENZIALE 

Per saperne di più si consiglia la consultazione dei sottoelencati documenti reperibili sul web tramite Google o altro motore di ricerca:

relazione tematica n. 142 del 10/11/2008 della Corte Suprema di Cassazione – Ufficio Massimario del Ruolo – Oggetto: Lavoro – Lavoro subordinato – Risvolti ed obblighi del datore di lavoro e del prestatore di lavoro – tutela delle condizioni di lavoro – condotta idonea a determinare una condizione di “mobbing” del lavoratore – mobbing verticale e mobbing orizzontale – responsabilità -;

monografia dell'INAIL - Sovrintendenza Medica Generale - titolo: Patologia Psichica da Stress, mobbing e costrittività organizzativa;

brochure dell'ISPESL -Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro - Stress e Mobbing – Guida per il Medico - Progetto Strategico Ministero della Salute (2000) Prevenzione dei rischi per la salute negli ambienti di vita e di lavoro -.

 

Per avere una più ampia ed esaustiva visione del fenomeno e degli aspetti ad esso collegati si consigliano le seguenti pubblicazioni:

MOBBING, HAZING, STALKING E BULLISMO - Una guida pratica -
di Alessandro Del Debbio, Maria Fontana, Enrico Di Fiorino - Ed. Psichiatria e Territorio- 2008

BENESSERE PSICOLOGICO E MONDO DEL LAVORO
di Mario Fulcheri, Antonio Lo Iacono, Francesco Novara – Ed. Centro Scientifico Editore – 2008;

STRESS DA LAVORO E MOBBING - valutazione del rischio, diagnosi, prevenzione e tutela legale -
di Giuseppe De Falco, Agostino Messineo, Silvia Vescuso – Ed. EPC Libri – 2008;

PREVENIRE IL MOBBINGUn vantaggio per le aziende. Una sicurezza per i lavoratori -
di Emilia Costa e Gianfabio Scaramucci – Ed. G. Giappichelli Editore.

 

POSTFAZIONE

Probabilmente il modo più appropriato per concludere questo Vademecum è quello di presentare chi ne ha curato la stesura.

D.L.&M. - Liberati dal Mobbing

è un'associazione di promozione sociale sorta dalle ceneri di un Gruppo di terapia condotto sino al mese di dicembre 2008 dal Dr. Giulio Scoppola presso l'Unità Operativa di Psicosomatica Centro Clinico per il Mobbing e il Disagio Lavorativo della ASL ROMA E. Poiché il gruppo è stato “estinto” senza preavviso nè alternative per i cittadini che lo frequentavano, i medesimi hanno ritenuto necessario proseguire sul percorso già intrapreso con la creazione di un organismo costituente un nucleo di solidarietà e di cooperazione per le persone soggette a disagio lavorativo e/o a mobbing.

Ecco che l'Associazione diventa per il “Gruppo” un nuovo luogo dell'anima, della memoria e della parola, un luogo di nuove esperienze e di nuove attese.

Non è solo possibilità di raccontare le proprie vicende ma è anche quella di tramandarle, di trasmetterle per iscritto, di fare in modo che ciascuna storia, fondendosi con le molte altre, diventi esperienza collettiva.

Il “Gruppo” genera un percorso di silenzioso rispetto perché a parlare è l'intimità delle persone coinvolte ma anche perchè l'intimità esce dagli individui per diventare un patrimonio comune e condiviso, forse in grado di coinvolgere vari distratti interlocutori......

L'Associazione accoglie quindi persone che vivono o hanno vissuto individualmente situazioni lavorative mobbizzanti e offre:

  • attiva solidarietà, ascolto, e sostegno , affinché l'individuo non si senta solo ma appartenente ad un gruppo;

  • indicazioni di utilità pratica ed informazione per la difesa dei propri diritti.

L'Associazione, inoltre, persegue, i seguenti generali obbiettivi:

  • costituzione di un serbatoio di pensiero continuamente alimentato dai soci;

  • miglioramento degli interventi a favore dei lavoratori sottoposti a mobbing, o che versino in condizioni comunque incompatibili con una sana realtà lavorativa, tramite un diverso approccio con il sistema sociale, amministrativo e politico;

  • proselitismo ed espansione attraverso tutti i media;

  • aggregazione, sostegno ed integrazione delle persone mediante la creazione di nuove opportunità secondo le loro attitudini, capacità e competenze;

  • informazione continua a vantaggio dei soci :

  • reperimento dei finanziamenti da destinare agli scopi associativi.

Questo Vademecum vuol dare una informazione di base utile a quelle persone che ad un certo punto della vita si vengano a trovare in situazione di disagio e/o di mobbing sul lavoro.

E' in definitiva quello che ciascuno dei soci avrebbe voluto sapere, molto tempo prima.....



...............................................................................................................................................................


Creative Commons LicenseCreative Commons License
Mobbing - Vademecum by D.L.&M. (*) è pubblicato e legalmente tutelato da una licenza
Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
  
(*) D.L.&M. - Liberati dal Mobbing
– Associazione di Promozione Sociale –
anno 2009